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Agricoltura in Puglia: la proposta di Antonio Decaro raccontata e analizzata da Francesco Sabato

Filiere, Xylella, giovani agricoltori e il rischio desertificazione: la terra come futuro.

L’agricoltura non è un capitolo del programma: è il filo che tiene insieme economia, identità e comunità.
Per questo, quando nel programma di Antonio Decaro si parla di filiere, di Xylella, di giovani imprenditori agricoli e di cura del territorio, non si parla solo di strategie: si parla della nostra storia e del nostro futuro.

E, per chi come me vive in Salento, dove la terra arsa e gli ulivi secchi sono diventati quasi un paesaggio emotivo oltre che fisico, questo tema non è “uno dei tanti”. È il tema.

La filiera dell’olio: molto più di un’economia locale

Quando parliamo di olio in Puglia non stiamo parlando solo di un prodotto agricolo: stiamo parlando di un patrimonio culturale che ha modellato i nostri paesi, il nostro gusto, i nostri ritmi.

Nel programma Decaro, la filiera olivicola viene trattata con un’impostazione moderna:

  • cooperative e frantoi più forti,

  • reti di filiera stabili,

  • strumenti per la trasformazione locale,

  • marchio “Prodotto in Puglia” come garanzia di valore,

  • tecnologie digitali e agricoltura 4.0 per migliorare rese e qualità.

Questa visione ha un punto essenziale: non si tratta di conservare il passato, ma di farlo evolvere.
L’olio pugliese avrà un futuro se sapremo innestarci innovazione, aggregazione e qualità.

Xylella: la ferita che ancora brucia

Passiamo alla questione più dolorosa: Xylella.

La ferita è aperta, e i numeri parlano chiaro:
la batteriosi ha colpito milioni di ulivi, azzerando in intere zone la produzione olivicola.
Nel basso Salento abbiamo visto campagne diventare scheletri, famiglie perdere reddito, frantoi chiudere, identità spezzarsi.

Il programma di Decaro affronta la Xylella non come un incidente, ma come un punto di ripartenza:

  • reimpianto di ulivi resistenti;

  • sostegno ai frantoi che hanno perso materia prima;

  • formazione per nuove competenze agricole;

  • ricerca continua su cultivar resilienti;

  • sviluppo di filiere alternative dove il suolo lo consente.

Questa non è solo agricoltura:
è rigenerazione sociale e paesaggistica.

In molte zone la ricostruzione non è partita, o è partita a metà.
Serve accelerare, semplificare, accompagnare.
Serve soprattutto restituire fiducia a chi la terra la vive e la lavora.

Giovani agricoltori: il futuro che dobbiamo meritare

Un altro punto centrale è il coinvolgimento dei giovani agricoltori.
La verità è semplice: senza di loro, la Puglia agricola non esiste.

Il programma Decaro prevede:

  • incentivi per chi avvia un’impresa agricola;

  • percorsi di formazione con università e imprese;

  • tutoraggio e reti di cooperazione;

  • sostegno all’innovazione nei campi;

  • agricoltura sociale come modello di inclusione e reddito.

Significa dire ai giovani:
“la tua terra non ti tradirà, se tu puoi investirci davvero”.

Significa trasformare il Salento da territorio “che piange quello che era” a territorio “che costruisce ciò che sarà”.

Il rischio desertificazione: non un concetto astratto, ma un pericolo reale

E qui arriviamo al punto forse più sottovalutato: la desertificazione.

La Puglia è una delle regioni italiane più esposte.
Siccità, perdita di suolo, consumo del territorio, abbandono delle campagne: tutto converge verso un unico rischio.

E la Xylella ha aggravato la situazione in modo drammatico.
Un albero morto non è solo una pianta in meno:
è ombra che scompare, biodiversità che si indebolisce, radici che non trattengono più il terreno.

Le radici degli alberi non sono un dettaglio: sono il nostro salvagente naturale.

Trattengono il suolo.
Conservano l’acqua.
Permettono al terreno di “respirare”.
Senza radici, la pioggia porta via il fertile e lascia la terra nuda.
Con il caldo estremo, questo significa una cosa sola: deserto.

Ecco perché rigenerare gli uliveti non è solo una scelta economica:
è una scelta di protezione ambientale.

Se non lo facciamo, perderemo non solo ulivi e reddito.
Perderemo suolo vivo.
Perderemo la capacità della Puglia di difendersi dal clima che cambia.

Perché tutto questo è centrale nella proposta di Decaro

L’agricoltura è il filo rosso che collega:

economia, identità, paesaggio, comunità, clima, giovani.

La proposta Decaro è solida perché non separa questi elementi: li tiene insieme.
E nel mio ruolo di candidato sento che questo è un punto politico essenziale:

la Puglia non deve scegliere tra passato e futuro.
Deve farli dialogare.

E la terra — con le sue radici, la sua memoria e il suo potenziale — è il luogo esatto in cui questo dialogo può accadere.

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